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La svolta europea del M5S, il 78,5% dice si ai liberali. Costruire ponti, mai muri.

L’euroscettica visione grillina non e’ certo novità. E’ novità l’esatto contrario, concretizzatosi proprio in queste ore. Il M5S Europa, gruppo con 17 membri eletti in Italia alle Elezioni Europee del 2014, ha deciso, o meglio ha proposto al popolo degli iscritti pentastellati, di lasciare il gruppo EFDD per aderire all’ALDE. Ai più i nomi appena citati sembrerebbero sigle insignificanti. In verità non lo sono.

Rappresentano rispettivamente due schieramenti europei, che raggruppano diversi europarlamentari provenienti dal almeno sette Paesi differenti.

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Il primo, l’EFDD appunto, gruppo ad estrazione euroscettica, al quale era iscritto anche l’Ukip di Farange, il partito politico, che, per essere più chiari, aveva avanzato la proprietà di Brexit successivamente approvata dal popolo britannico. L’adesione all’EFDD fu votata nel Giugno del 2014 proprio dagli iscritti grillini.

M5s, il 78,5% dice Sì al nuovo gruppo con Alde all’europarlamento

Anche allora oltre il 70% dei votanti era favorevole all’adesione al nuovo gruppo Europeo. Due anni e mezzo dopo, l’euroscetticismo grillino sembra solo un lontano ricordo. Approvata poche ore fa la proposta di adesione al gruppo europeo ALDE. Europeisti, centristi e liberal- sociali. Questi i connotati del nuovo gruppo di cui faranno parte i grillini a Bruxelles. Proprio l’ALDE storicamente e’ uno dei gruppi parlamentari più disposti a compromessi sia con il PPE che con l’S&D. Una sorta di sponda ai due più grandi gruppi del Parlamento Europeo insomma, Popolari e Social-Democratici.

Un cambio di rotta che ha sorpreso, non poco, il panorama politico italiano. Sarebbe stata forse più auspicabile una adesione al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. La possibilità si era paventata proprio nel 2014, quando alle consultazioni online solo il 15% del popolo grillino si espresse favorevole a tale scelta.

Porre un problema di coerenza sarebbe legittimo, ma anche piuttosto scontato. Le scelte si fanno e le conseguenze, positive o negative che siano, si analizzano. Il M5S in Europa ha fatto una chiara scelta di campo: europeisti e liberali. Vero e’ che le dinamiche europee e la conseguente formazione dei gruppi parlamentari, risulta essere sempre un dilemma poco chiaro.

Il M5s forse avrà capito che la real politic e’ cosa diversa dalle obiezioni e supposizioni. L’ha capito in Europa, lo capirà anche in Italia. Ha capito che la marginalità decisionale non produce risultati concreti. Perché la verità e’ che, in democrazia rappresentativa, il controllore delega un terzo per ottenere dei risultati. La politica e’ compromesso, nella sua più alta accezione del termine. La politica e’ strada terza rispetto a due posizioni non simili. Il M5s ha cominciato a costruire ponti, dopo aver sperimentato l’inutilità dei muri.

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Annabella cartomante