Home Sociale Inaccettabile il rifiuto a scuola di Angela affetta da HIV e disabile

Inaccettabile il rifiuto a scuola di Angela affetta da HIV e disabile

Ora la bambina può tornare in classe

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Ci sono delle vite che nascono sotto una cattiva sorte, vite deprivate e segnate per sempre come quella di Angela.

Angela (nome di fantasia) nasce undici anni fa da genitori probabilmente inconsapevoli o incapaci di gestire la sua infanzia, affetta da un grave ritardo cognitivo, contrae l’HIV e con essa la discriminazione legata alla malattia. Il territorio non è pronto ad accoglierla o forse non vuole e la gestione della bambina passa ai servizi sociali, le strutture di accoglienza si preparano ad ospitare la piccola malata e disabile, Angela riceve diversi rifiuti, la sua vita diventa sempre più faticosa e difficile,le strutture di accoglienza accreditate (circa 35 a Napoli), hanno paura, l’HIV una malattia che spaventa ancora troppo. Presa in carico dalla Comunità di Capodarco di Teverola, incontra  Fortuna e Antonio che pur avendo già dei figli decidono di aiutarla diventandone i  genitori affidatari,  accogliendola nella loro casa come dei veri e propri “eroi” combattono una battaglia , cominciata sulle colonne di Avvenire, un appello alle istituzioni e allo Stato  in cui si chiede che la piccola, iscritta presso una scuola media campana e rifiutata dal dirigente scolastico, apparentemente per motivazioni di natura tecnica, possa  invece frequentare normalmente le lezioni ed essere integrata a pieno titolo in classe. A voce alta  i genitori affidatari chiedono e gridano l’intervento delle istituzioni a cui risponde ieri la Ministra dell’istruzione Giannini : “Angela potrà tornare in classe”.

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Ciò che scuote in questa vicenda è come sempre la difficoltà che hanno tante famiglie di figli disabili nel farsi ascoltare, Fortuna parla di una violenza psicologica inaudita subita dalla bambina, che ha dovuto prima affrontare l’abbandono e poi la discriminazione. Oggi l’appello dei genitori di Angela è stato accolto ma sono tanti i bambini, gli adolescenti, le famiglie che subiscono le stesse ingiustizie, la stessa discriminazione e non hanno il coraggio o la forza di chiedere aiuto.