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I giovani alla ricerca dell’offerta di lavoro, schiavi del sistema. Zio raccomandi pure a me?

L’Italia è diventata la grande fabbrica delle giovani realtà inesistenti. Per un giovane su 4 ricercare un lavoro è diventato  tempo perso. Ma perché si avverte la piaga della grande inoccupazione giovanile? Ricercare il lavoro è diventato pericolosissimo scopriamo insieme cosa sta succedendo.

Lavoro da dove vogliamo incominciare ? Basta partire dal banale motore di ricerca di google, e scrivere “offerte di lavoro” a questo quesito, il motore aprirà una serie di siti dedicati dove si può cercare liberamente il profilo che ci interessa. Ma perché è diventato pericoloso ricercare un lavoro?

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E’ demotivante e alquanto dannoso, leggere e rispondere ad alcune  offerte di lavoro truffa, che di lavoro hanno bene poco, ma come si può pensare di offrire lavoro dando a una persona 400 euro mensili che diviso per 30 giorni e per 8 ore giornaliere corrispondono a 1,6 euro l’ora, un risultato eccellente considerando il fatto che con 1,6 euro non metti neanche più un litro di benzina nell’auto e a stento ci paghi un panino.

Ma questo è solo l’apice di una squallida società che non investe sui giovani : e quando parlo di investimento non mi riferisco alle inutili e piene aule universitarie o corsi regionali super professionalizzati “parcheggio”, ma alla “capacità di dare pari opportunità nella scelta del lavoro e di avercelo per poter quanto meno sopravvivere alla quotidianità della società del consumo. L’Italia non professionalizza, ma aumenta precariato perché più che investire nel garantire un lavoro a tutti, investe nelle multinazionali e nella salvaguardia delle banche: non ho mai visto un euro per una piccola bottega o negozio che sta per chiudere, eppure gli stessi hanno contribuito a pagare lealmente i debiti con lo Stato.

Una società questa che se non hai materialmente un euro in tasca, non riesce più neanche a garantirti il diritto alla salute e quindi alla cura e il diritto alla sepoltura considerando il vario mercato e business che gira intorno alle agenzie funebri.

Ora il testo non vuole essere una mera critica, ma uno sguardo attento sulla realtà che le giovani generazioni stanno vivendo.

L’Italia non è un Paese per Giovani

L’Italia non è un Paese per Giovani,  è una frase che sintetizza la mala gestione delle politiche sociali, giovanili e del lavoro nel nostro grande Paese.  Ma ciò nonostante “nessuno” si sognerebbe di scendere in piazza e fare una rivoluzione per vari motivi e per nulla banali.

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Il primo motivo e che in una società iper-connessa l’unico spazio reale e vissuto dai giovani è quello virtuale, una panacea all’inutilità dei giorni vuoti impiegati a non fare nulla.

Il nulla quello stato di cose, di ibridi abitanti di una terra che non si sente propria, il gironzolare a vuoto senza meta, il non programmare il domani perché non si ha certezza. Si smette di mandare cv anche perché, oltre a non incentivare realmente l’interesse verso il lavoro, per la inadeguatezza e scandalosa  corrispondenza salariale indegna e non canone a contrattazione seria, si corre anche il rischio si presentarsi a colloqui di lavoro e subirne una violenza sessuale.

Ma questo accade solo in Italia, a dimostrazione di ciò prendo un sito a caso e lo esamino insieme a voi:

Offerte lavoro sezione Campania Indeed (Google Trend sito cliccato da milioni di italiani al giorno sito in ottava posizione) 

Senza scegliere  una categoria particolare ci accontentiamo vediamo i risultati la Top Five:

Le migliori offerte di lavoro

Call center

Agenzia immobiliare

Segreteria

Commessa

Incaricati luce – gas

E qui mi fermo in quanto il folto elenco di offerte di lavoro demotivanti è lungo e a queste si aggiungono offerte di lavoro a cui devi registrarti a un sito per la candidatura poi ogni giorno   ti rimanda spam sulla posta elettronica.

Se il mondo virtuale ti tradisce, qualcuno direbbe si potrebbe attingere dai famosi centri dell’impiego, e anche qui stendiamo un velo pietoso, basta andare  sul loro sito e capire che  gli stessi agglomerano opportunità di lavoro dagli stessi siti già citati.

Come ricercare il lavoro?

E allora come si fa ad accedere al Lavoro? Che domanda basta andare nel clientelare di turno e farsi riempire di chiacchiere e magari dopo aver elargito anche una somma di denaro, per l’acquisto del nuovo posto di lavoro. Un costume questo esistente e non alquanto trasparente.

Difatti nessuno mai è andato in carcere per aver raccomandato un parente un amico, basta vedere le parentopoli accademiche, o mestieri d’arte, le aziende sanitarie pubbliche ecc…

Ma no, l’Italia non è un paese per i giovani e neanche per le madri o i padri, una società malata che non cura il futuro. L’Italia è il paese del garantista personale, della politica delle banche e grandi poteri, della lentissima giustizia, della  grande burocratizzazione perché anche una cosa semplice deve diventare complicatissima.

Abbiamo un sistema malato, ma sano per la sopravvivenza delle vecchie generazioni. Si  aveva ragione Naom Chomasky : “ Il neoliberismo detta le regole di ogni sistema politico, occorre indirizzare la gente verso le cose superficiali della vita, per esempio il consumo, il social network, la tv spazzatura. Occorre creare pareti artificiali, tra le quali rinchiudere la gente e isolarla”.

Come dargli torto, i giovani non replicano alla loro negazione di spazio nella società, perché isolati dal gruppo intellettuale socio politico, nessuno mai si  sognerebbe di invertire la rotta, perché la superficialità fa dimenticare i valori umani e la compassione. Non ha alcuna importanza non programmare il domani, chi lo fa va all’estero, chi resta accetta la precarietà e diventa schiavo del sistema, e chi non ha l’opportunità di accedere al lavoro diventa addirittura appellato : “fannullone” “fallito” “poco concreto” come se questa realtà sia intrinseca alla personalità e non alla società che sta andando verso la deriva.

 

Annabella cartomante