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Cattivo esempio dalle famiglie, sempre più giovani a rischio con alcol, fumo e obesità

L’uomo è la salute, un contrasto lungo una vita, una lotta continua, e per quanto possa sembrare paradossale, l’uomo ancora non riesce a capire che a vincere non sarà mai lui!. Siamo gli esseri viventi più intelligenti della terra, nel corso dei secoli l’evoluzione ci ha permesso di passare dalla clava agli smartphone. Tuttavia la logica dovrebbe farci pensare che l’uomo, cosi perfetto non debba autodistruggersi, farsi del male. La risposta più logica dovrebbe essere no, ed invece ci riesce, e lo fa continuamente. Poco importa la classe sociale, il grado di intelligenza o il quartiere più o meno ricco dove si vive.

L’uomo ama lasciarsi uccidere dal pessimo stile di vita, tanto che ormai rappresenta la maggiore condanna. Siamo continuamente offuscati dai vizi, non riusciamo a porci dei limiti. Il problema principale e che tendiamo da sempre a dare per scontato che non ci  accadrà mai nulla di male. Siamo immortali, quindi la salute diventa un aspetto secondario, da trascurare.Decisamente un concetto sbagliato!

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Fumo, alcol, obesità e sedentarietà, rappresentano i 4 maggiori fattori di rischio per la salute dell’uomo. L’istat, l’organo italiano che si occupa di divulgare dati statistici, ha deciso di fornire una lettura completa sulle dinamiche sociali ad essi associati. L’indagine prende il nome di “aspetti della vita quotidiana” e ha lo scopo di mettere in luce le conseguenze negative causati da uno stile di vita inadeguato. Vizi come il fumo e l’alcol possono danneggiare seriamente la salute. Il fumo, provoca diverse patologie tumorali, e malattie cardiovascolari, provocando migliaia di morti ogni anno. Di recente è stato scoperto come bere alcol aumenti notevolmente il rischio incidenza dei tumori. Nello specifico, bere alcol può provocare l’insorgere di 7 tipi di cancro, e poco importa quanto si beve, il rischio è comunque presente.

Colpa dei genitori?

la famiglia svolge un ruolo fondamentale nella crescita comportamentale dei figli. Lo studio ha infatti evidenziato un forte legame di condizionamento tra i comportamenti adulti del nucleo familiare e le nuove generazioni.Fuma il 30,2% dei giovani fino a 24 anni che vivono con genitori fumatori, meno della metà se nessun genitore fuma. Mentre il 48,4% dei giovani è sedentario se lo sono anche i genitori, se i genitori sono sportivi il 93% dei figli segue l’esempio. Dati praticamente uguali sono stati registrati anche sul fronte dell’eccesso di peso e del consumo non moderato di alcol.

Fumare

Sul fronte delle diaboliche sigarette, nel 2015, il 19,6% della popolazione italiana sopra i 14 anni ha dichiarato di essere fumatore (circa 10 milioni e 300mila persone), il 22,8% di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato. La quota più elevata di fumatori si ha nella fascia di età 25-34 anni (33,0%), quella di fumatrici nella classe di età 55-59 anni (20,8%).

Sempre più Obesi

Nel 2015 il 45,1% della popolazione di 18 anni e più è in eccesso di peso (35,3% in sovrappeso, 9,8% obeso), il 51,8% è in condizione di normopeso e il 3,0% è sottopeso.L’eccesso di peso si diffonde con tendenza crescente nel tempo, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015).I bambini e gli adolescenti in eccesso di peso raggiungono la quota considerevole del 24,9% nel biennio 2014-2015, con forti differenze di genere (28,3% maschi, 21,3% femmine).

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L’alcol da bambini

Cifre più preoccupanti quelle relative all’obesità: sempre nel 2015, il 45,1% della popolazione maggiorenne ha registrato peso corporeo in eccesso (35,3% in sovrappeso, 9,8% obeso), mentre il 51,8% è risultato in condizione di normopeso e soltanto il 3% in sottopeso. L’eccesso di peso si diffonde con tendenza crescente nel tempo, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015). I bambini e gli adolescenti in eccesso di peso raggiungono la quota considerevole del 24,9% nel biennio 2014-2015, con forti differenze di genere (28,3% maschi, 21,3% femmine).

Sedentarietà e sport

Nel 2015, 23 milioni 524 mila persone (39,9% della popolazione di 3 anni e più) dichiarano di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero. Elevate le differenze di genere: è sedentario il 44,3% delle donne contro il 35,1% degli uomini.I dati di lungo periodo evidenziano un lieve ma evidente calo di persone sedentarie, prevalentemente tra le donne (da 46,1% del 2001 a 44,3% del 2015).La sedentarietà cresce all’aumentare dell’età, a partire dai 65 anni quasi la metà della popolazione si dichiara sedentaria.

Annabella cartomante