Home Editoriale Elezioni amministrative, il centrodestra vola. Ma per le Politiche, proporzionale o maggioritario?

Elezioni amministrative, il centrodestra vola. Ma per le Politiche, proporzionale o maggioritario?

Concluso anche il secondo tempo delle Elezioni Amministrative. Quella che sembrava essere una partita ancora in ballo nel primo tempo dello scorso 11 Giugno, con i risultati del turno di ballottaggio del 25 Giugno, è stata messa parola fine alla partita amministrativa. Il centrodestra, inteso come aggregazione di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, con l’aggiunta in realtà specifiche di componenti centriste quali Udc e Alternativa Popolare, ha sostanzialmente condotto la partita.

Basterebbe, per dimostrare ciò, far parlare alcuni numeri, perché in fondo la politica è risultato. E’ quasi impressionante, fosse solo graficamente, osservare la torta di preferenze elettorali che delinea i risultati dei 24 Comuni capoluogo andati al voto nella appena passata tornata elettorale. Nel 2012 erano ben 16 i Comuni capoluogo nei quali il centrosinistra era giunto davanti sia al centrodestra che al M5S, allora ancora agli albori.

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Così come erano solo 6 le città capoluogo nelle quali il centrodestra aveva avuto la meglio. Risultato praticamente ribaltato in soli cinque anni: dai recenti dati sono 16 i Comuni capoluogo nei quali il centrodestra amministrerà. Solo 6 invece i comuni andati al centrosinistra. Così come a livello generale nei 160 Comuni con più di 15.000 abitanti, chiamati al voto, 59 sono andati al centrodestra e 67 al centrosinistra. Cosa ci dice ciò? Se confrontiamo ancora tali dati con quelli del 2012, questi sembrano indicarci una sostanziale parità tra le due coalizioni.

Perché, in tutto ciò, non abbiamo parlato del M5S? I grillini sembrano essere caduti in un vortice senza fine. Una paradossale situazione per un partito che a livello nazionale, secondo i sondaggi, sfiorerebbe quasi il 30% dei consensi.  La sostanziale debacle del centrosinistra, clamorosamente perdente in città come Genova, L’Aquila, Piacenza e La Spezia, solo per citarne alcune, potrebbe essere dettata da una consequenziale penalizzazione dell’area di governo. Ma, ovviamente, lo stesso motivo non è ascrivibile alla debacle del M5S. Eppure i grillini, nei grandi Comuni, sono risultati essere praticamente inesistenti, con percentuali che addirittura viaggiano attorno al 10%. Fatta eccezione per Carrara, dove proprio al ballottaggio i pentastellati si sono affermati, la truppa del M5S ha fatto acqua. Lo dicono i dati, a prescindere da determinati commenti di parte e dichiarazioni di facciata, che, in verità, non sono mancati nemmeno nel Pd renziano.

Dicevamo, quale potrebbe essere la causa della ormai evidente sconfitta grillina? Sicuramente non la posizione in Parlamento. Perché, se analizziamo fino in fondo la situazione dal punto di vista nazionale, risultano essere sconfitti, almeno dati alla mano, sia l’area governativa del centrosinistra sia quella, di dura e a volte patetica, opposizione grillina. Maggioranza ed opposizione entrambe sconfitte? Se vi fosse un sistema bipolare, tale dichiarazione farebbe quasi rabbrividire. Ed invece, vi è quel centrodestra silenzioso, che unito rappresenta una fetta importantissima dal punto di vista elettorale e che in questi anni si è posto in condizione di opposizione responsabile.

Quel centrodestra che ha da sempre rappresentato la maggioranza degli italiani. Un centrodestra a trazione moderata, con componenti che riescono ad attrarre anche i voti della cosiddetta pancia del popolo. Un mix che sembra essere vincente, e che ha evidentemente funzionato dal punto di vista amministrativo. Un mix premiato dagli elettori, con proposte politiche capaci di pescare anche in altri bacini elettorali. Perché in politica si vince se si riesce a convincere, anche coloro, che mai ci hanno dato fiducia. Spostiamo l’asticella dalle amministrative alle politiche. Si ragionerà ancora sul sistema proporzionale? O si rivaluterà di nuovo un maggioritario? Al momento sembra essere ancora forte la trazione proporzionale che andrebbe, ad esempio, a premiare maggiormente partiti come Forza Italia, in netta ripresa dopo il recente appuntamento elettorale.

Ma, sembra evidente, che con un proporzionale puro, anche manifestando la volontà preventiva di un centrodestra unito, sembra difficile raggiungere e superare la soglia del 50%. Tale discorso potrebbe valere, ovviamente anche per la colazione di centrosinistra e per lo stesso M5S, che da solo arriverebbe, volendo essere generosi, al 30% dei seggi. Maggioritario quindi, con premio alla coalizione? Tale ipotesi sembra essere tramontata, anche se la politica ci ha spesso dimostrato la sua sostanziale fluidità. La verità è che, attualmente, l’unica strada percorribile, sembra essere proprio quella di un sistema di voto proporzionale. Un sistema, che, a prescindere dal non raggiungimento della soglia del 50%, darebbe comunque una ottima rappresentanza parlamentare al centrodestra. Una rappresentanza figlia di una chiara espressione popolare.

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Se i cittadini si sono allontanati dalla politica, è proprio perché la rappresentanza parlamentare non sempre corrispondeva alle intenzione stessa dei cittadini. Insomma, per ricollegarci al tema delle Elezioni amministrative, dal quale siamo partiti, i cittadini hanno fiducia nelle Istituzioni quando riconoscono ruoli e responsabilità, conquistati, nel caso dell’elezioni dei Sindaci ad esempio, con un costante e concreto rapporto diretto tra eletto ed elettore. L’elettore sa cosa e soprattutto chi scegliere, l’elettore vuole veder concretizzata la propria volontà. Proprio per questo che, a prescindere da quello che sarà, un sistema di voto proporzionale, risulta essere quello attualmente preferibile.

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