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Cibo e Cucina, come la globalizzazione ha cambiato il nostro modo di mangiare

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Globalizzazione, una parola in continua evoluzione, un fenomeno che riguarda tutti e tutto, il mondo costituisce sempre più un unico mercato grazie ai progressi nei settori dei trasporti e delle telecomunicazioni. La diffusione delle reti telematiche è riuscita a connettere il mondo in tempi rapidi abbattendo costi e distanze. Con l’avvento della realtà virtuale, grazie a visori come l’Oculus Rift non è difficile visitare luoghi distanti migliaia di chilometri, il tutto comodamente seduti sul divano di casa.

Fino a pochi anni fa uno degli elementi che più caratterizzava i diversi paesi del mondo era la cucina, ogni piccola comunità sparsa sulla terra era accompagnata dalla propria tradizione culinaria. Un segno distintivo, una traccia che il più delle volte si tramandava con il passaparola, “Sai in quel paese Africano o mangiato quel…”, ed ecco che si creava l’aspettativa, il desiderio di provare la stessa sensazione descritta dall’amico.

Magari chi era in procinto di partire per un viaggio d’affari in Cina, si sarebbe chiesto se fosse stato in grado di mangiare con le bacchette piuttosto che le classiche posate. Oggi questa domanda non ha più senso, la globalizzazione ha investito anche e soprattutto il settore culinario, riducendo differenze e distanze. Vuoi sapere cosa si mangia nel più remoto angolo del mondo? Semplice, ci sono centinaia di applicazioni per smartphone che te lo spiegano.

Vuoi sapere come si cucina quell’antico piatto Indiano? Ti basta andare su youtube e troverai migliaia di video che te lo insegnano. Ma oggi si può fare molto di più, la globalizzazione culinaria ha invaso tutte le grandi metropoli mondiali, città italiane incluse. Sono finiti gli anni in cui sotto casa trovavi solo il kebabbaro, il ristorante cinese e raramente quello greco. Negli ultimi 3 anni sono nati centinaia di nuovi ristoranti, si ha solo l’imbarazzo della scelta: dalla cucina messicana, a quella Senegalese, Egiziana, Marocchina, indiana, insomma non bisogna più spostarsi per gustare pietanze particolari, magari si perde il fascino e l’emozione che può regalarti il luogo, ma poco importa, per il momento ci accontentiamo del sapore.

Una cucina globale

La globalizzazione del cibo ha avuto la sua massima espansione grazie e soprattutto alla televisione. In brevissimo tempo sono nati decine di programmi che trattano di cucina e gare culinarie, rendendo il concetto stesso di cibo troppo social e poco intimo. Insomma, l’arte del cucinare, che una volta era raccolto in un misterioso connubio di fascino e passione è stata fin troppo commercializzata e resa spesse volte semplicistica. Se poi allo stesso concetto associamo la sempre più crescente diffusione dei Fastfood, ecco che forse questa globalizzazione culinaria non è stata poi tutta rose e fiori.