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Cassazione, sentenza storica: “gli immigrati devono conformarsi ai nostri valori”

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Cassazione, sentenza storica: “gli immigrati devono conformarsi ai nostri valori”. La suprema Corte della Cassazione nel respingere il ricorso di un cittadino indiano condannato per aver portato con se un coltello lungo quasi 20 centimetri, oggetto sacro quale diretta e fedele espressione della propria religione.

Nella fattispecie del caso la Cassazione con questa storica importante decisione ha statuito, “ l’immigrato deve conformare i propri valore di origine a quelli del mondo occidentale in cui ha liberamente scelto di inserirsi e deve verificare la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che li regolano, la decisione di stabilirsi in una società, dove è noto che i valori di riferimenti sono diversi da quelli di provenienza, ne impone il rispetto, e non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori seppur leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante.

La sentenza della Cassazione in merito ai comportamenti che i migranti debbono avere nel paese ospitante, invita alla riflessione non sono politica e giuridica ma anche sul piano sociale. Sul piano politico, questa importante sentenza non deve assolutamente promuovere politiche di respingimento, anche perché il principio della accoglienza nella nostra Carta Costituzionale è desunto implicitamente nell’articolo 3 laddove si afferma l’uguaglianza formale nell’inciso SENZA DISTINZIONE DI RAZZA DI LINGUA E DI RELIGIONE , senza dimenticare che l’articolo Cost. 10 comma terzo prevede espressamente il diritto di asilo per lo straniero al quale nel suo paese sia impedito l’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali.

Sul piano giuridico invece la sentenza, che è sicuramente innovativa nei suoi contenuti, detta una sorta di disciplina di “buon comportamento” a cui devono adeguarsi tutti i migranti. rispettando i valori, i principi, i costumi  e le tradizioni del paese ospitante, senza che questo significhi l’abbandono totale  della propria cultura di appartenenza, con la specificazioni che i valori e i principi della cultura di origine non si trovino in netto contrasto con i diritti umani le  libertà fondamentali e la civiltà giuridica del paese che accoglie. Sentenza che sancisce una sorta di principio al rispetto delle “differenze” reciproche.

Sul piano sociale, la necessità di promuovere un percorso di integrazione dei migranti nel nostro paese , resta un obiettivo da realizzare sempre e comunque , la stessa sentenza sottolinea la necessità di una società multiculturale e la necessità di un vero cammino per la vera e seria integrazione tra cittadini di paesi diversi., perché la sentenza della Cassazione non autorizza atteggiamenti razzisti o di intolleranza ma esattamente il contrario.