Home Musica I Baustelle lanciano Roma Live!, il primo album tutto dal vivo

I Baustelle lanciano Roma Live!, il primo album tutto dal vivo

Torna l’alternative rock italiano , tornano I Baustelle. Dopo sei album (Sussidiario illustrato della giovinezza del 2000, La moda del lento del 2003, La malavita del2005, Amen del 2008, I mistici dell’Occidente del 2010 e Fantasma del 2013) e una colonna sonora (Giulia non esce la sera, 2009)., oggi 13 novembre arriva il primo disco dal vivo. Roma Live!, raccoglie quattordici canzoni (tutte analizzate sulla pagina facebook ufficiale)registrate in tre diversi concerti, con tre diverse formazioni (orchestra sinfonica, sezione fiati e quartetto d’archi). «Era il tour di Fantasma, un disco che aveva tante anime e si prestava a essere interpretato in vari modi», dice Francesco Bianconi, il cantante. «Anche noi abbiamo tante anime – osserva Rachele Bastreghi, che con Claudio Brasini costituisce il resto della band -. A volte emerge quella più rock, altre volte siamo più pop, altre ancora proviamo a sperimentare». 

“Roma Live!” dunque comprende due cover inedite: “Col tempo”, in originale un brano del cantautore monegasco Léo Ferré, e “Signora ricca di una certa età”, adattamento italiano di un brano del gruppo britpop Divine Comedy, “Lady of a Certain Age”.

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Ci sono inoltre pezzi storici del repertorio dei Baustelle quasi tutti dei primi lavori. Una scelta precisa come spiegano Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi  a La Repubblica: “Il fatto è che le canzoni di ‘Fantasma’ sarebbero state troppo simili alla versioni di studio, perchè il disco nasceva già in una forma orchestrale. Per questo abbiamo deciso di non inserirle. Le altre scelte sono anche frutto della casualità, delle sensazioni del momento. In una operazione come questa è inevitabile sacrificare qualcosa”.

È perché l’industria discografica vive oggi soprattutto di concerti.  «Certo, ma vogliamo essere onesti con chi ci ascolta. Per noi non ha senso star sempre fuori inventandosi nuove cose, preferiamo suonare quando abbiamo qualcosa da comunicare».
(tratto da lastampa.it)

 

Chi vi segue in concerto?
«Vedo qualche capello bianco, e mi fa piacere, vuol dire che forse qualcuno comincia a pensare che possiamo stare accanto ai grandi della canzone italiana. I sedicenni non ci sono? Pazienza, ci riscopriranno in futuro».
(tratto da lastampa.it)

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I Baustelle sono un gruppo musicale alternative rock italiano, formatosi nel 1996 a Montepulciano, in provincia di Siena. Dal 2005 la formazione del gruppo si è stabilizzata a tre elementi: Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

Stile
Il frontman della band, Francesco Bianconi, è appassionato dei grandi compositori pop degli anni sessanta, come Burt Bacharach, Phil Spector, Serge Gainsbourg, George Brassens e Jacques Brel, e dei cantautori italiani Fabrizio De André, Piero Ciampi e Armando Trovajoli. Dopo l’esordio, avvenuto con la pubblicazione dell’album Sussidiario illustrato della giovinezza (2000), la band riceve numerosi consensi positivi dalla critica, che ne elogia l’ecletticità di stili. Nei brani che compongono il “Sussidiario” si fondono sonorità diverse, quali quelle dell’elettronica, della musica d’autore sia italiana che francese, della new wave e della bossa nova. Già in questo lavoro, comunque, si intravedono gli stili che faranno da colonne portanti nella successiva produzione, ossia quelli riconducibili alle colonne sonore dei film western e poliziotteschi degli anni settanta. Il talento compositivo di Bianconi si propone in un pop molto particolare, capace di essere sia romantico e coinvolgente, che graffiante e aggressivo. I temi frizzanti e ricchi di originalità si affiancano all’intensità e la liricità, espressi attraverso i testi visionari e ricchi di citazioni letterarie e cinematografiche, le voci impostate e i duetti. Inoltre, il primo album è caratterizzato da un suono cosiddetto lo-fi, che è comunque insito nel circuito underground.La forma del concept album, seppur non dichiarata, sarà ripetuta anche in lavori successivi, ed esprime al meglio una singola tematica, sviluppata in un vero e proprio percorso, come ne La malavita e Fantasma. Con La moda del lento (2003) la band modifica leggermente le sonorità, abbandonando in parte la spontaneità e avvicinandosi a uno stile più accattivante e raffinato, grazie all’utilizzo di meno chitarre elettriche e più moog e theremin, che caratterizzano le parti strumentali di parecchi brani dell’album, come Love affair e Beethoven o Chopin. Allo stesso tempo sono presenti melodie più dolci e leggere, come in Arriva lo ye ye o Reclame. L’obiettivo è quindi quello di slegare il connesso tra melodia e cantautorato.

Ne La malavita (2005), grazie ad un budget più alto fornito dalla nuova etichetta discografica, il gruppo si avvale per la prima volta di un’orchestra sinfonica e di moderne tecnologie di missaggio e filtraggio dei suoni. Il prezzo di questo passo è però rappresentato dall’abbandono di Fabrizio Massara, vero artefice dei suoni meno tradizionali dei primi due album. Amen (2008) conferma questo salto verso un pop più elaborato e introspettivo, anche se sono sempre presenti i pezzi movimentati ed accattivanti. In questo album, comunque, il livello compositivo si fa notevolmente superiore, più sostanzioso ed eterogeneo. Si può affermare che Amen sia il disco della maturità: contiene tutto il repertorio dei Baustelle, dalla canzone sentimentale, a quelle ballabili e tipicamente indie; vi sono brani più complessi e non immediati, brani psichedelici e strumentali. Inoltre, i temi di carattere personale, in questo lavoro, lasciano spesso spazio a tematiche sociali trattate in maniera pungente e diretta. Il disco è stato infatti definito dallo stesso Bianconi, “un disco sulla civiltà occidentale moderna, una civiltà che ai miei occhi fa schifo”.

Dopo aver realizzato la colonna sonora Giulia non esce la sera (2009), principalmente strumentale e fatta di brevi momenti per quartetti d’archi, sulla scia della moderna tendenza minimal-classicista, realizzano I mistici dell’Occidente (2010). Questo quinto album, che a differenza degli altri non ha un aspetto concettuale, viene indicato dalla critica come il meno riuscito dell’intera produzione, a causa della presunta assenza di mordente e della diversa orecchiabilità rispetto al passato. Lo stile si fa dunque più serio ma, al contempo, la tecnica e la fedeltà alla metrica sono, secondo la critica, migliori. Anche i temi abbandonano in parte la voglia di “educare” per arrivare direttamente “alla pancia”. In Fantasma (2013), concept album incentrato sul tema della morte e registrato per intero con un’orchestra sinfonica di 60 elementi, la band si slancia in maniera più incisiva in quel percorso intrapreso con il precedente album, ricercando uno stile classicista più ambizioso. Si può considerare l’album organizzato come un film, quindi come una colonna sonora, che racchiude sonorità spettrali, densità ed esoterismo, il tutto attraverso un taglio profondamente sinfonico

Annabella cartomante