Home Cronaca Bambina lasciata in auto. Basta giudizi. Nessuno tocchi la madre

Bambina lasciata in auto. Basta giudizi. Nessuno tocchi la madre

La tragedia avvenuta ad Arezzo, che ha sconvolto tutt’ Italia, non è né la prima e né l’ultima. Ad Arezzo una bambina di un anno è morta per arresto cardiaco dopo essere rimasta alcune ore chiusa nell’auto della madre,  il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi.

La bimba sarebbe stata già in arresto cardiaco quando è stata trovata in piazza Vittorio Emanuele. Immediatamente soccorsa da alcuni passanti con il defibrillatore e successivamente dai sanitari del pronto intervento, che avevano anche attivato l’elisoccorso, la bimba non ce l’ha fatta.

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LA TRAGEDIA

La bambina è stata dimenticata dalla mamma, una dipendente del Comune di Castelfranco, una dimenticanza che le è costata la vita della figlia, come ogni mattina la madre lasciava la figlia all’asilo, ma ieri quella distrazione le è costata caro.

La piccola è rimasta in auto, con i finestrini chiusi, per tutta la mattina, dalle 8 circa fino alle 14 quando la madre è uscita dal lavoro. Il primo soccorso è stato dato appena rinvenuta ma purtroppo per la piccola non c’è stato niente da fare.

Un fatto di cronaca questo, che vede la madre coinvolta per omicidio colposo e abbandono di minore. Ma davvero le madri lavoratrici e non sono sostenute in Italia?

Quando  s’investe per la salute  psicofisica delle madri?

Lo stress, la depressione post partum, il carico di lavoro e quanto altro, hanno inciso su quel gesto ripetitivo e quotidiano di cura delegato interamente alle donne.

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Sarebbe giusto aprire un dibattito su quanto ancora bisogna fare, invece di puntare il dito su una tragedia così terribile che nessuna madre si augurerebbe mai di provare.

L’Italia non è un paese che sostiene interamente i servizi sociali e le politiche  attive di conciliazione vita lavoro, bisogna smetterla con i bilanci vuoti e investire davvero sulle nuove generazioni partendo dagli anni zero.

Io sto con la madre di Arezzo, vicino al suo dolore. Tutti zitti, basta critiche. Rivediamo le politiche attive per la famiglia e minori.

L’Italia è il paese in cui ogni servizio lo devi pagare caro e amaro, a partire dalle baby sitter e asili nido fino alle attività extra-scolastiche, ma quale futuro avranno i nostri figli? Ma perchè non s’inizia seriamente ad apprendere le vere politiche di welfare dall’Europa? Basta con le leggi vuote senza bilancio. Le politiche attive per la famiglia sia chiaro non sono i bonus famiglia, ma le opportunità di scelte e servizi di una società civile.

 

Annabella cartomante