Home Cronaca Alitalia, i lavoratori votano “no” al referendum

Alitalia, i lavoratori votano “no” al referendum

Al referendum Alitalia il “No”ha vinto nettamente. I lavoratori non hanno accettato il pre accordo raggiunto tra azienda e sindacati il 14 aprile scorso che prevedeva la riduzione degli esuberi tra il personale di terra da 1.338 a 980 e la riduzione del taglio degli stipendi del personale navigante dal 30 all’8%.

Cade quindi anche la ricapitalizzazione da circa 2 miliardi che gli azionisti di maggioranza Unicredit e Banca Intesa Sanpaolo, insieme a Etihad, avevano garantito e di una garanzia statale da 300 milioni di euro tramite Invitalia.

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Risultati referendum interno

Il “no” vince con 6.816 voti, contro 3.206 sì, vale a dire con il 67%. Lo riferiscono i sindacati comunicando il dato finale della consultazione. I “no” hanno stravinto tra il personale navigante, con 3.166 voti contrari e 304 favorevoli, ma hanno prevalso anche nell’urna relativa al personale di terra dello scalo di Fiumicino, con 648 contro 407 e in quella della cosiddetta ‘pista’ con 957 contro 577. La bocciatura è arrivata poi da Malpensa (278 a 39), Linate (698 a 153) e dagli uffici della Magliana (amministrativi, call center, informatici, con 193 contrari e 39 favorevoli). I “sì”, invece, hanno prevalso nell’urna 2 (ancora amministrativi e personale non operativo, con 777 voti contro i 443 “no”), nel reparto ‘manutenzione’ (749 a 373) e nelle periferie (161 a 60). Le schede bianche sono state in totale 17, quelle nulle 134.

Saltato il pre-accordo le prime dichiarazioni

In una nota stampa congiunta i ministri dello Sviluppo Carlo Calenda, dei Trasporti Graziano Delrio e del Lavoro Giuliano Poletti hanno espresso «rammarico e sconcerto per l’esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia. A questo punto – hanno spiegato i ministri – l’obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori».

Soddisfatto,l’Usb, che rivendica di essere stata «l”unica organizzazione sindacale che ha partecipato alle trattative ad assumersi la responsabilità di non sottoscrivere l’intesa». «La bocciatura della pre-intesa conferma appieno la nostra linea politica e, pertanto, ribadiamo al Governo la nostra ferma richiesta di continuare i negoziati», sottolinea il sindacato, che lancia «un appello a tutte le forze politiche e sociali di questo Paese affinché si percorrano tutte le ipotesi, senza escludere l’intervento diretto dello stato e la nazionalizzazione prevista dalla Costituzione italiana (art. 43)».

Annabella cartomante