Home Sociale A Salerno nasce “Mai Soli”, il primo gruppo-appartamento per anziani della città

A Salerno nasce “Mai Soli”, il primo gruppo-appartamento per anziani della città

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SALERNO – Una casa dove poter condividere momenti di vita, una struttura attrezzata con personale qualificato per combattere uno dei disagi più diffusi in età avanzata: la solitudine. Con questo intento nasce a Salerno “Mai Soli”, il primo gruppo-appartamento per anziani della città.

Un esperimento innovativo, nato dall’idea della Cooperativa sociale “Santa Rita” di Salernoche, nel contesto del Parco Arbostella – una delle zone maggiormente ricche di servizi della città – ha dato vita ad una residenza in cui sei persone vivranno in una dimensione di piccola comunità autosufficiente (in tre stanze da due posti letto ognuna, tutte con letti elettrici ortopedici motorizzati e tv di ultima generazione, oltre a cucina, salone e terrazzo), supportate da operatori socio-sanitari 24 ore al giorno, psicologafisioterapista (con programmi specifici di riabilitazione nella vicina piscina) e nutrizionista con programmi personalizzati in base alle esigenze alimentari di ciascuno.

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A questo si aggiungono attività ludico-ricreative organizzate, supporto nel disbrigo di pratiche amministrative (come visite presso l’Asl) e la possibilità di vivere una vita in completa autonomia grazie al contesto in cui la struttura è immersa, con il verde del parco e i suoi servizi annessi, dall’edicola al teatro, fino alla metropolitana e al vicino ospedale.

La presentazione alla stampa dell’innovativa struttura è previsto per venerdì 29 settembre alle ore 10, mentre le attività cominceranno dal giorno successivo, sabato 30 settembre.

“L’obiettivo di «Mai Soli» – spiega Giovanni Romano, presidente della cooperativa Santa Rita – è dare vita ad una residenza che si ponga come obiettivo quello di sconfiggere la solitudine degli anziani, autonomi e semiautonomi, adottando una serie di attenzioni ed assistenza continua per garantire il benessere psico-fisico e combattere l’insorgere di malattie mentali degenerative. L’anziano viene immerso in un contesto domestico, non ospedaliero o di una casa di cura, dove potrà sentirsi accolto in una nuova famiglia, un gruppo raccolto con cui condividere pensieri ed esperienze. Ogni ospite sarà seguito in maniera differente, con programmi individuali che vanno dall’assistenza all’alimentazione, senza una mensa che spesso risulta asettica, ma scegliendo invece cibi di qualità e piatti preparati da personale apposito che si dedicherà alla prima fonte di salute per gli ospiti, ovvero la nutrizione. Un progetto dedicato all’anziano e alle sue esigenze, ma anche alla valorizzazione della qualità del settore sociale italiano”.